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Il rischio è noto. Ma il piano esiste?

La nuova indagine della Banca d’Italia mostra come le microimprese affrontano i rischi climatici e quali conseguenze finanziarie restano da valutare.

L’8 settembre 2026 la Banca d’Italia ha pubblicato i risultati di una nuova indagine sull’alfabetizzazione finanziaria e sulle competenze di finanza digitale dei titolari di microimprese italiane. La ricerca ha coinvolto 5.000 imprenditori e il campione è rappresentativo della popolazione di riferimento.Tra gli aspetti esaminati c’è anche il modo in cui le microimprese affrontano i rischi fisici legati al cambiamento climatico e le possibili ricadute finanziarie sulle loro attività.

Che cosa è emerso?

Il 28% ha sottoscritto coperture assicurative, il 26% ha effettuato investimenti per la sicurezza aziendale e il 14% ha pianificato lo spostamento delle attività produttive. Le tre misure possono coesistere e, quindi, le percentuali non devono essere sommate tra loro.La quota relativa alle coperture assicurative scende al 26% se si escludono le imprese agricole e della pesca, disciplinate da normative specifiche. Banca d’Italia rileva che il ricorso a queste strategie è collegato soprattutto alla componente comportamentale dell’alfabetizzazione finanziaria. In altre parole, alla capacità di modificare scelte e piani aziendali quando cambia il contesto.

Cosa succede dopo il danno?

Nella stessa indagine, il 6,4% delle microimprese dichiara di avere subìto danni a seguito di eventi climatici estremi nel 2025. Tra le risposte adottate, il 42% indica il ricorso a indennizzi assicurativi, il 39% la riduzione della remunerazione dei titolari, il 13% l’utilizzo della liquidità disponibile e il 13% la riduzione dei costi di gestione. L’impresa potrebbe dover sospendere o ridurre il lavoro, ritardare le consegne, sostenere costi per il ripristino e continuare a pagare le spese fisse anche con minori incassi. In questa situazione il problema non riguarda più soltanto il valore del bene danneggiato, riguarda anche il tempo necessario per ripartire e le risorse finanziarie disponibili durante il fermo.

La ricerca della Banca d’Italia mostra un legame tra la gestione del rischio e la capacità di adattare le proprie decisioni.

Per esaminare insieme prevenzione, coperture e risorse finanziarie rispetto alla continuità della propria attivitàSedi e contatti

Fonte: Banca d’Italia,Indagini sull’alfabetizzazione finanziaria e le competenze di finanza digitale in Italia: piccole imprese – 2025, 8 settembre 2026.